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    per una oncologia a misura di paziente

Dott.ssa Paola Simona Ravenda

La dott.ssa Paola Simona Ravenda è medico chirurgo specialista in oncologia medica.
In particolare la sua expertise è specificatamente rivolta alla prevenzione, diagnosi e cura dei tumori del colon e del retto.

Dopo la laurea magistrale in Medicina e Chirurgia conseguita con la votazione di 110/110 e lode ha proseguito la sua formazione specializzandosi in Oncologia Medica con 50/50 e lode.

Durante il suo percorso formativo ha frequentato come International Visiting Doctor il Programma di Oncologia Gastrointestinale del Moffitt Cancer Center di Tampa in Florida (USA) e successivamente presso il Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York (USA).

Fino a giugno 2022 ha lavorato come medico dipendente a tempo indeterminato presso la Divisione di Oncologia Gastrointestinale e Tumori Neuroendocrini dell’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) di Milano.

Attualmente svolge attività libero-professionale presso la Casa di Cura La Madonnina di Milano. L’attività della dott.ssa Paola Simona Ravenda include visite ambulatoriali, teleconsulti e assistenza specialistica in regime di ricovero per terapie oncologiche presso la Casa di Cura La Madonnina di Milano.
Sono possibili anche visite ambulatoriali rivolte alla valutazione del rischio oncologico, quindi legate esclusivamente alla prevenzione, nel corso delle quali verranno discusse le strategie oggi disponibili per intercettare precocemente la malattia e mettere in atto adeguati stili di vita.
Le visite ambulatoriali sono altresì erogate presso lo studio privato in Via Tommaso Salvini 3 a Milano.

Curriculum Vitae

Tumori del Colon-retto

(Fonte: Ministero della Salute)

I tumori del colon-retto sono la terza neoplasia negli uomini e la seconda nelle donne (I numeri del cancro in Italia 2022). 

SEGNI E SINTOMI
Il rischio di ammalarsi di cancro del colon-retto aumenta con l’età. Nella popolazione generale questo incremento di rischio viene convenzionalmente individuato a partire dai 50 anni di età in su.  A partire da questa età, infatti, vengono generalmente raccomandate le strategie di prevenzione (ricerca del sangue occulto nelle feci, rettosigmoidoscopia, colonscopia). 

Nelle sue fasi iniziali il tumore del colon-retto è asintomatico o oligosintomatico. I principali sintomi d’allarme sono rappresentati da: 

•    presenza di sangue nelle feci 
•    modificazione persistente delle evacuazioni intestinali 
•    anemia 
•    perdita di peso. 

Nelle fasi più avanzate la malattia può presentarsi con il quadro dell’occlusione o della subocclusione intestinale: 

•    gonfiore e distensione addominale improvvisi e ingravescenti 
•    assenza di movimenti intestinali con drammatica riduzione fino all’ interruzione delle evacuazioni 
•    dolore addominale 
•    vomito. 

CAUSE
Nella maggior parte dei casi il cancro del colon-retto si sviluppa dalla trasformazione di polipi (adenomi), cioè piccole escrescenze benigne, dovute alla proliferazione delle cellule della mucosa dell’intestino. 

Il percorso che da una cellula normale del rivestimento mucoso dell’intestino, attraverso la formazione di polipi, porta alla formazione del cancro è dovuto all’accumularsi di modificazioni sequenziali di una serie di geni presenti nelle cellule (mutazioni), che determina la progressione della malattia. 

Questi i principali fattori di rischio per il cancro del colon-retto: 

Storia familiare 
Il cancro al colon si sviluppa più frequentemente nelle persone che abbiano familiari che siano già stati colpiti dalla malattia. Circa il 20% delle persone che sviluppano il tumore ha un parente di primo o secondo grado affetto dalla malattia. 

Alimentazione 
Numerosi studi scientifici suggeriscono che una dieta ricca di grassi animali e povera di fibre può aumentare il rischio di sviluppare questo tumore. Al contrario, una dieta ricca di fibre e a basso contenuto di grassi saturi ne riduce il rischio. 

Fumo 
I fumatori hanno un rischio del 25% più alto di sviluppare il cancro del colon. 

Alcol 
Anche piccole quantità di alcol innalzano il rischio di cancro del colon. Si stima che ogni incremento di due unità alcoliche nel consumo medio giornaliero di alcol, produca un aumento del rischio di cancro del colon-retto dell’8%. 

Obesità 
Anche l’obesità aumenta il rischio di cancro del colon. I maschi obesi hanno una probabilità del 50% più alta di sviluppare la malattia rispetto alle persone normopeso. Nei casi di obesità grave, il rischio si alza ulteriormente. Più contenuto invece l’aumento del rischio per le donne obese. 

Sedentarietà 
Le persone fisicamente inattive hanno un alto rischio di essere colpite da cancro dell’intestino. 

Malattie 
Le probabilità di ammalarsi di cancro del colon-retto possono essere aumentate dalla presenza di altre malattie come il Morbo di Crohn o la Rettocolite ulcerosa.
Esistono inoltre condizioni genetiche ereditarie che causano la malattia. Le principali sono: la Poliposi adenomatosa familiare e la Sindrome di Lynch (nota anche come Cancro ereditario non poliposico del colon). 

DIAGNOSI
La diagnosi di cancro del colon-retto parte dall’esame clinico del paziente in cui si effettua la palpazione dell’addome per ricercare eventuali masse tumorali e l’esplorazione rettale. Per una diagnosi completa si ricorre a esami strumentali più approfonditi, in particolare alla colonscopia o alla rettosigmoidoscopia. 

La colonscopia consiste nell’introduzione di una sonda dotata di telecamera all'interno dell'ano. Lo strumento riprende il percorso che dall’ano porta al termine dell’intestino crasso, inviandolo a un monitor. 

Non molto diversa è la rettosigmoidoscopia, che si differenzia dalla colonscopia per la lunghezza del tratto indagato (osserva solo l'ultima parte del colon). 
In caso di positività possono essere eseguiti altri test che valutino l’estensione del tumore (quello che viene definito stadio) e la sua aggressività (il grado): 

•    Tac 
•    Ecografia 
•    Raggi X 
•    Risonanza magnetica 
•    Ecoendoscopia 
•    PET (Tomografia ad Emissione di Positroni) 
•    esami del sangue per la ricerca dei cosiddetti markers tumorali (sostanze connesse alla presenza del tumore). 

TERAPIA
La terapia del cancro del colon-retto comprende diverse tipologie di interventi a seconda dello stadio e del grado del tumore. 

Chirurgia 
La chirurgia è in genere il principale trattamento, ma molto spesso da sola non è sufficiente. In circa un caso su cinque, invece, il tumore è in uno stadio troppo avanzato per essere rimosso con la chirurgia.
Il grado di aggressività dell’intervento chirurgico dipende dalle dimensioni del tumore e dalla sua eventuale estensione ad altri tessuti. Se il tumore è in uno stadio molto precoce è possibile rimuovere soltanto una piccola parte della parete dell’intestino. Più spesso è necessario rimuovere una sezione di colon (e in alcuni casi anche i linfonodi).
In genere è possibile ricongiungere i due lembi dell’intestino e quindi recuperare pienamente la funzionalità intestinale. In caso contrario è necessario ricorrere a una stomìa, vale a dire la creazione sull’addome di un nuova uscita per le feci (un ano artificiale). La stomìa può essere temporanea o permanente. 

Radioterapia 
Esistono due modalità di impiego della radioterapia per trattare il cancro del colon. Può essere somministrata: 

•    prima della chirurgia per ridurre l’estensione della massa tumorale 
•    per controllare i sintomi e rallentare la progressione del tumore nei casi di stadio avanzato non operabile. 

La radioterapia può essere effettuata dall’esterno, tramite uno strumento che rilascia onde sull’intestino, che vanno a distruggere le cellule tumorali, o dall’interno (brachiterapia) attraverso un "tubo" radioattivo inserito nell’ano e posto vicino al tumore. 

Chemioterapia 
La chemioterapia consiste in un cocktail di farmaci in grado di uccidere le cellule tumorali. Ci sono tre modi per usare la chemioterapia per trattare il cancro del colon. Può essere somministrata: 

•    prima della chirurgia, insieme alla radioterapia per ridurre l’estensione del tumore 
•    dopo la chirurgia per prevenire la ricomparsa del cancro (recidive) 
•    per alleviare i sintomi e rallentare la progressione, in caso di cancro avanzato. 

Farmaci biologici 
I farmaci biologici sono medicinali di recente immissione sul mercato in grado di interagire con componenti vitali delle cellule tumorali (per esempio alcune proteine che si trovano sulla loro superficie) e, nel caso del cancro del colon-retto, di impedire la crescita del tumore. I farmaci biologici attualmente disponibili contro il cancro del colon-retto colpiscono due proteine: il recettore del fattore di crescita dell'epidermide (EGFR) o il fattore di crescita dell'endotelio vascolare (VEGF).
Le terapie biologiche non possono essere impiegate in tutti i pazienti, ma soltanto in quelli con precise caratteristiche genetiche o in particolari stadi della malattia. 

PREVENZIONE
Esistono molti cambiamenti negli stili di vita efficaci per ridurre il rischio di sviluppare il cancro del colon. 

Dieta 
Una dieta a basso contenuto di grassi e ad alto apporto di fibre, che includa frutta e verdura, può ridurre il rischio di cancro al colon, oltre ad altre tipologie di tumori e alle malattie cardiovascolari. 

Attività fisica 
Praticare regolarmente un’attività fisica riduce il rischio di sviluppare il cancro del colon-retto (fino al 20% di rischio in meno) e gli studi hanno evidenziato che nei pazienti che già presentano una neoplasia del colon-retto l’esercizio fisico aumenta di un quinto la possibilità di bloccare la progressione della malattia. 

Peso corporeo 
Cercare di mantenere il peso forma è essenziale, poiché il rischio di sviluppare il cancro del colon-retto è aumentato dall’obesità (soprattutto nel sesso maschile). 

Fumo 
È dimostrato che il fumo è uno dei fattori di rischio per sviluppare anche questa forma tumorale. Smettere di fumare è quindi una strategia efficace. 

Alcol 
Tenendo conto che non esiste un consumo di alcol sicuro e raccomandabile, se si beve è importante non superare le quantità considerate a basso rischio: 

•    2 unità alcoliche al giorno per gli uomini di età compresa tra i 18 e i 65 anni 
•    1 sola unità alcolica al giorno per le donne e per le persone con più di 65 anni 
•    zero unità di alcol per minorenni e donne in gravidanza e allattamento. 

Screening 
Lo screening di popolazione del cancro colon-rettale è un programma di prevenzione organizzata, proposto dal Servizio Sanitario Nazionale, che offre ai cittadini tra i 50 e i 69 anni di età test di primo livello (ricerca del sangue occulto nelle feci, rettosigmoidoscopia) e di secondo livello (colonscopia), con cui è possibile intercettare la malattia in fasi precoci, quindi potenzialmente curabili, o di individuare i precursori del cancro (come i polipi), la cui rimozione per via endoscopica consente di prevenire la malattia. 

(Fonte: Ministero della Salute – ultimo aggiornamento 02/2023)
 

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